giovedì 24 aprile 2008

Sindacato l'altro Stato



Accadrà indubbiamente. Già si vedono i contorni. Sarà una marcia lunga, non un conflitto esasperato, ma sistematico. La signora Marcegaglia l'ha detto chiaro e tondo insediandosi in Confindustria.

Gli iscritti alle organizzazioni sindacali in Italia sono circa 12 milioni, la metà sono pensionati. In altre parole CGIL CISL e Uil (più altre sigle ) rappresentano e organizzano 3 pensionati su 8 e 1 lavoratore dipendente su 5.
Per ragioni storiche comprensibili, i sindacati giuridicamente non sono diversi da una bocciofila piuttosto numerosa, sono associazioni di fatto non obbligate a presentare alcuna informazione, se non volontariamente. Contano per quel che pesano e pesano per via del consenso che viene loro affidato nei fatti. Il consenso c'è, anche se un po' gonfiato e intorbidito.

Contrariamente ad una bocciofila hanno entrate ingenti e, con i tempi che corrono, non si manca di farglielo notare. In particolare l'enigma verte sui bilanci del sindacato. Per quanto ci si dia da fare non è possibile avere alcuna nozione , nèsui bilanci , nè sul personale e i funzionari. E' una impresa praticamente impossibile. Il personale lo vedi quando vai alla camera del lavoro o in piazza . E' lì mischiato ai militanti e questo basta.

Quante siano queste entrate quindi non si sa, ma il classico conto della serva , per quanto impreciso, è facile facile.
Un lavoratore dipendente tra tessera e contributi alla fonte versa alle OO.SS. tra i 120 e i 180 euro all'anno, un pensionato meno della metà , ricevendo in cambio assistenza, mutualità e ovviamente contratti di lavoro (sempre in ritardo). Arrotondando le ritenute per difetto si hanno 100 euro l'anno , una per l'altra, pensoniati compresi che versano meno. Si ottiene 12 milioni x 100 euro = 1.200 milioni di euro, ovvero circa 2.400 miliardi delle vecchie e defunte lire.
Per capirsi le entrate annuali del comune di Milano sono di 1.700 milioni di euro, quelle di Torino 1.300, quelle di Bologna circa 500 milioni.

Ma non è finita qui. In realtà, oltre alle entrate per contributi sindacali alla fonte, le OO.SS. usufruiscono di fiumi carsici di denaro, di greppie senza fonodo dello zero virgola: dall'INPS, dall'E.L.B.A, dalla comunita' europea per corsi di formazione, dai CAF dai distacchi sindacali a carico delle imprese, degli Enti, da patronati e via cantando. Oltre a questi ci sono le entrate di altri servizi (agenzie viaggi, retrocessione commissioni per convenzioni con assicurazioni, centri commerciali, banche) ..
La CISL, ad esempio, si è costituita come Onlus ed è il più grosso percettore italiano del 5 per mille. Come mai la CISL e non, che ne so la CGIL o Emrgency o Telefono Azzurro ?
Semplice, la Cisl ha il CAF più efficiente e frequentato e quando l'associato da incarico di
redigere la dichiarazione dei redditi convincerlo a sottoscrivere per la CISL è gioco da ragazzi. Ne ha diritto, è una organizzazione non lucrativa di fatto, perché mai non dovrebbe esserlo anche di diritto ?

La nostra servetta quindi arrotonda e dice Ohibo' ! , a naso le entrate annuali delle OO.SS. (suona male la sigla, lo so, ma funziona così) son pari alle entrate del comune di Milano, 1700 miliardi ovvero 3.400 miliardi delle vecchie lire. Un tesoretto.
Le servette si sa sono facilone e pressapochiste , a questa cifra si immaginano che il corridoio della Camera del Lavoro sia una piccola Montenapoleone. Ma non è così, non luccica nulla.

E le uscite ?
Si suppone siano in pareggio, nè piu' nè meno come Comune di Milano e qualsiasialtro Ente pubblico. E' certamente così, ma come si suddividono ?
Non si sa, perché i bilanci, ripeto, non ce ne sono per i comuni mortali. Oltretutto la natura federale e fortemente territoriale non consente di fare nemmeno delle supposizioni , di consolidare analiticamente anche là dove qualcuno li offre al pubblico di sua volontà (ma qualcosa non quadra). I bilanci ci sono, ma stanno nei cassetti, non sono pubblici nè trasparenti

I bilanci, quindi, sono bilanci sociali sul lato delle uscite, ma per nulla confortanti, per alcune categorie come i metalmeccanici, i tessili e i giovani . Di fatto loro sono piuttosto arrabbiati e al sindacato guardano ora, se non con sospetto, con qualche dubbio.
I pensionati un pò meno, perché contribuiscono in prima persona alla socialità spesso prestando opera gratuita in numerose iniziative (importantissime entrate intangibili), ma dei pensionati conta il peso numerico, la loro capacita' di mobilitazione attiva (lo sciopero, il picchetto) è ovviamente nulla. Il loro destino è evidente e , scongiuro! , qui sta la rappresentanza morente, ma pur sempre importante.

Il peso del sindacato è eccessivo, dice la Marcegaglia, ma vuole che sieda al tavolo a fare riforme sulla contrattazione. E' che da un pò si contratta con governi e poco in azienda. Ci han perso la mano alle OO.SS.

I dipendenti delle organizzazioni sindacali, pare che qui nulla di certo c'è, siano intorno alle 25.000 unità e la nostra servetta fa un conto semplice: 1700 milioni diviso 25.000 fa circa 68 mila euro l'anno. Sembrerebbe un signor stipendio, ma la donnetta non è ottusa e ne trae una sola evidente conclusione: la parte del leone delle spese sono certamente spese correnti, per il personale sopratutto, diciamo almeno il 60 % . Ma le altre ? Stampa, opuscoli, rimborsi viaggi, donazioni, manifestazioni, corsi, varie straordinarie, generali e varie.

In realtà funzionari e sindacalisti sono assai di più per via dei distacchi e permessi sindacali e le entrate ancor di più per via delle cariche riservate in amministrazioni ed enti al rappresentante del sindacato.
Insomma il funzionario sindacale è inserito in molte realtà pubbliche , ma sempre meno nella parte produttiva del paese. Parla un discreto burocratese , agisce come un militante politico invischiato in interessi di categoria e categorie lontane tra loro, media molto più di un tempo tra necessità diverse , ma arriva sempre quando le uova nel paniere sono irrimediabilmente rotte.
Il fatto che poi da non molti anni nei sindacati si parli di bilanci altrui e delle compatibilità altrui e mai dei propri e anzi frapponga sempre ostacoli ad una corretta informazione , infastidisce un po'. Qualcuno non manca di farglielo notare e parla dell'altra casta.

E' una forza consistente, necessaria e utile, ma che si è dissanguata proprio là dove c'è necessità del suo apporto. Si è sovrapposto ai bizantinismi della burocrazia pubblica statale e non, fino a confondercisi, tanto da non riesci piu' a cogliere le differenza tra un dipendente dello sportello dell'ufficio delle tasse e un sindacalista. Come un olio vischioso e denso il sindacato si è steso in su servizi e prestazioni allagando ogni forma di assistenza e prestazione, duplicandola con una burocrazia parallela.

Allora perchè mai 12 milioni di persone sono iscritte al sindacato, si chiede la servetta.
Oltre i motivi ideali che hanno un gran peso, il sospetto è che l'obolo (automatico) sia considerato come una assicurazione (se non tasse) e che quindi, come per tutti i premi assicurativi, esista un certo grado di inerzia . Vabbè, pago, si sa mai.

In fondo a che serve una assicurazione: spesso a nulla. Ci si assicura su tutto, ma per lo più sono soldi buttati. Ci si dovrebbe assicurare solo contro gravi calamità, quelle che possono rovinare una vita come l'incendio, danni involontari a terzi, un terremoto e invece si sottoscrivono polizze piene di clausole sulla caduta per le scale o sul furto del cellulare, che sono solo una uscita netta senza ritorno.
Anche per il lavoro e il non lavoro ci si dovrebbe assicurare e qui il sindacato andrebbe a puntino. Per il lavoro dipendente il sindacato è la polizza giusta, vale la pena, ha senso: se perdi il lavoro e rischi di rovinare la vita tua e della tua famiglia.

Ma è proprio quello che la nostra servetta contesta e constata: ha avuto l'impressione che l'assicurazione non abbia funzionato, di aver buttato soldi , e dio solo sa se ora non ne ha bisogno.
Era operaia alla Manifattura di Perosa, prima di fare la servetta, e dopo 20 anni, è stata licenziata. Al sindacato se ne sono accorti solo negli ultimi 2 anni , quando l'azienda era ormai fritta. Adesso se l'è comprata un cinese, che riempirà la vecchia fabbrica di musetti gialli. Per questo ora gli fa i conti in tasca alle OO.SS. Anche perché per trovare una nuova occupazione ha
dovuto rivolgersi alla ManPower.

Andare a Roma per il Primo Maggio a sentire il concerto sindacale ci va ancora con le amiche , le ex colleghe, anche con il vicino pensionato che è un mattacchione. Le fa piacere stare assieme a sentire il rock, a ciacolare durante il lungo viaggio, ma del resto non ne vuole più sapere.

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