lunedì 24 novembre 2008

"Lo scemo del villaggio" e gli imbecilli veri





Gli inquirenti si affrettano a dichiarare che in questo episodio non ci sono intenti razziali. E' una fretta non petita, anche se i 4 provengono da umili origini.
Alessandro Bruschi, 20 anni, barista; Matteo Pagliarani, 19 anni, impiegato in un laboratorio di analisi; Enrico Giovanardi, 19 anni, elettricista e Fabio Volanti, 20 anni, studente, hanno dichiarato di aver dato fuoco ad un Clochard per fare una bravata, dopo che già in passato l'avevano martoriato di scherzi.

Un tempo esisteva, per i lazzi e le bravate del paese, la figura dello scemo del villaggio. una figura tutto sommato tenera e innocua e pure gli scherzi erano per lo più innocui, anche se cattivi, visto che provenivano quasi dai pari.
Ora gli scemi del villaggio sono concettualmente spariti, stanno su isole di famosi a guadagnar quattrini sul villaggio globale, o girano per il talk show a propagare amenità o a proclamare profondi pensieri da luoghi insospettabili tipo "dio, patria, famiglia" con la borietta degli incompetenti che solo han la forza di uno staff di suggeritori e di un megafono catodico nei paraggi.

Poi ci sono dei malati psichici, dei giovinotti di famiglie normali, che si dilettano di piromania antropologica verso gli inermi e senza alcun apparente senso come i quattro giovinastri "normali" di Rimini. Tra orrore e sconforto, nemmeno si riesce a pensare quanta imbecillità covi in questo paese.
Una imbecillita per l'appunto "normale", media, diffusa.
Degli stupidi, con un tasso d'incidenza e di indecenza sempre più alto in tutte le categorie sociali, figli di un astio montato come maionese impazzita da campagne politico mediatiche, lievitate sull'insicurezza sociale crescente che richiede roghi.

L'unica classe che avrà successo, non è inutile ripeterlo, rimane quella degli accattoni; categoria in triste sviluppo demografico, anche se a fertilità nulla. Gli altri restano quel che sono, dei poveri imbecilli a sperare successi e soldi che via via mediamente si dileguano sotto la spinta della crisi.

Ma questo in Italia, contrariamente che all'estero, non si vuole proprio intenderlo, almeno finché i forconi della rabbia non saranno tirati a lucido, dopo che i bonus una tantum si saranno consumati in un battibaleno.

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